domenica 25 maggio 2008
Carnivore
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venerdì 2 maggio 2008
ululone dal ventre giallo




La Bombina variegata emette un verso simile ad un ululato, e per questo gli viene dato il nome di ululone. Se lo si tocca col dito sulla schiena, comincia ad inarcarsi e far finta di essere morto, magari sbirciando con un occhio le nostre mosse. Se lo si infastidisce ancora un po' arriva a girarsi e mostrare la pancia colorata, che avverte sia della sua tossicità, sia come forma mimetica nel fogliame del sottobosco dove vive. Nell'ultima foto invece un girino di salamandra pezzata, che ha ancora le branchie dietro la testa.
martedì 22 aprile 2008
giovedì 22 novembre 2007
Semine


ecco come ho seminato.. sacchetto per trattenere l'umidità, e termosifone alternato al neon. La temperatura che raggiunge il sacchetto è sconosciuta, però ho notato che i tricho pachanoi necessitano di maggior calore e per più tempo per germinare, forse per via del seme più coriaceo..
lunedì 5 novembre 2007
mercoledì 17 ottobre 2007
Salamandre libere



La scorsa settimana finalmente le salamandre sono tornate in libertà. Le ho riportate nello stesso bosco dove le avevo prelevate ancora girini, dopo averle ben rimpinzate di onischi, forbicine, piccoli scarafaggi e lumache. Ormai misuravano 10cm ed erano in buona salute. Nel sottobosco ho trovato anche una mantide religiosa, che ormai erano anni che non vedevo, e che vedete nella foto.. ha la faccia degli alieni di "X-Files"..
Le mie tartarughine sono in letargo da una decina di giorni, hanno scavato sotto terra all'interno della loro casetta e quindi dovrò aspettare primavera per rivederle..
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mercoledì 3 ottobre 2007
Le piante sacre in Ecuador




Il fiore è quello di una Datura arborea, ed è una pianta sacra quasi proibita, nel senso che può essere ingerita solo da sciamani particolarmente forti. Infatti è molto molto pericolosa, può portare al coma e alla morte, cosa non rara in Ecuador, dove spesso ho sentito di gente rapinata e rimasta in coma per aver bevuto un drink adulterato con la pianta, offerto gentilmente dal ladro. Poi la pianta verde è la Psychotria viridis, contenente DMT e il cui uso è molto diffuso in Amazzonia. I Secoya la chiamano Uhì-Yahè, per distinguerla dallo Yahè vero e proprio, cioè l'ayahuasca. Il cactus è un san pedro nell'orto di una erborista-farmacista andina. Questo cactus si usa per problemi di calcoli, problemi al fegato, per "depurare" il sangue nonchè per la divinazione e i riti pagani, ovviamente il tutto a dosi differenti. I tronchetti sono l'Ayahuasca (Banisteriopsis), che poi vedete cucinare nel calderone da streghe, e l'indigeno è uno Tzachila, e in lingua locale la chiamano Napè. E' una rampicante e per fare un confronto dovete immaginarvi una sorta di glicine senza fiori. Anche questa pianta viene usata per malattie gravi e degenerative, e viene venduta in tutti i mercati, dove ci sono sempre signore erboriste che vendono ogni sorta di pianta, compresi i rami di san pedro.
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giovedì 20 settembre 2007
Euphorbia obesa

Un Euphorbia obesa, succulenta dioica del Sud Africa. Questo e' un esemplare femmina,come ben visibile dai fiori.
sabato 15 settembre 2007
Bryophyllum
Bryophyllum è una famiglia delle Crassulacee affine alle Kalanchoe, queste ultime più conosciute e presenti in quasi tutte le case. In particolare la differenza sta nei fiori penduli rispetto quelli eretti delle kalanchoe, e nel fatto particolare che si riproducono soprattutto tramite le foglie, tanto da diventare quasi infestanti. Le foglie producono ai lati tante piccole piantine, anche se la prolificità varia da specie a specie. Le mie sono gastonii-bonnieri, verde scuro macchiettate, con foglia carnosa che produce alcune gemme solo raggiunte buone dimensioni, e poi pinnatum, che non fanno molte gemme ma hanno foglie che si staccano facilmente e una volta a terra danno vita a numerose figlie. In Amazzonia dove ho prelevato alcune foglie, l'indigeno Secoya ne aveva un praticello pieno. Le usano per l'ulcera, per le ferite (proprietà antimicrobiche confermate in laboratorio), ed il succo si può usare come collirio in caso di occhi infiammati o congiuntiviti. Nelle città dell'America latina vengono chiamate "dulcamara" e troppo spesso le si confonde con la Solanum dulcamara, pianta del tutto differente. Il guaio sta che le vengono attribuite forte proprietà anticangerogene proprie della seconda, mentre in realtà gli studi dicono essere immunodepressiva-immunomodulante, e quindi migliore per allergie e malattie autoimmuni, come celiachia e irritazioni al colon.
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