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lunedì 22 febbraio 2010

Fiori di Bryophyllum

A dimostrazione dell'adattamento e della rusticità di alcune piante importate e ormai spontanee, ecco una florazione invernale di Bryophyllum spp.



Approffittando delle piogge invernali e delle temperature favorevoli, la fioritura si protrae per svariati giorni.

Il dissolversi lento dei coppi di argilla e la sabbia portata dal vento e dalle piogge forniscono a queste crassulaceae il materiale su cui metter radici. I resti di licheni, muschi e foglie compongono la parte organica al particolare substrato.



La propagazione è facile e rapida. Oltre che ai semi i Bryophyllum utilizzano la riproduzione assessuata, tramite la formazione di numerose plantule ai bordi delle foglie. Queste cadono al minimo urto dando la possibilità alle piantine di svilupparsi individualmente (una sorta di talea naturale).



sabato 15 settembre 2007

Bryophyllum



Bryophyllum è una famiglia delle Crassulacee affine alle Kalanchoe, queste ultime più conosciute e presenti in quasi tutte le case. In particolare la differenza sta nei fiori penduli rispetto quelli eretti delle kalanchoe, e nel fatto particolare che si riproducono soprattutto tramite le foglie, tanto da diventare quasi infestanti. Le foglie producono ai lati tante piccole piantine, anche se la prolificità varia da specie a specie. Le mie sono gastonii-bonnieri, verde scuro macchiettate, con foglia carnosa che produce alcune gemme solo raggiunte buone dimensioni, e poi pinnatum, che non fanno molte gemme ma hanno foglie che si staccano facilmente e una volta a terra danno vita a numerose figlie. In Amazzonia dove ho prelevato alcune foglie, l'indigeno Secoya ne aveva un praticello pieno. Le usano per l'ulcera, per le ferite (proprietà antimicrobiche confermate in laboratorio), ed il succo si può usare come collirio in caso di occhi infiammati o congiuntiviti. Nelle città dell'America latina vengono chiamate "dulcamara" e troppo spesso le si confonde con la Solanum dulcamara, pianta del tutto differente. Il guaio sta che le vengono attribuite forte proprietà anticangerogene proprie della seconda, mentre in realtà gli studi dicono essere immunodepressiva-immunomodulante, e quindi migliore per allergie e malattie autoimmuni, come celiachia e irritazioni al colon.